Suggerimenti per un giardino bello da vivere

Quando si crea un giardino o area verde è molto importante avere una visione di insieme. Ciò significa che non bisogna concentrarsi esclusivamente su un elemento del giardino, ma invece prevedere quello che sarà il risultato finale nel suo insieme.

Questo è un errore largamente diffuso e che è bene evitare soprattutto quando si è nella fase di progettazione giardini per evitare di dover apportare degli interventi correttivi in seguito. Se pensi un attimo a quelli che sono dei bei giardini, anche quelli che sicuramente avrai visto in foto, certamente avrai notato che non c’erano semplicemente un bel manto erboso e piante curate, ma sicuramente spiccano anche elementi come pietre ed elementi di decorazione che nell’insieme rendono il tutto particolarmente artistico e gradevole.

Ecco allora alcuni suggerimenti utili per rendere il tuo giardino un angolo ancora più bello e piacevole da vivere.

L’illuminazione

L’illuminazione è di fondamentale importanza per creare una bella atmosfera in giardino e rendere più piacevole la permanenza qui, soprattutto nelle sere d’estate. Esistono a tale scopo delle lampade da esterno o faretti solari in grado di svolgere egregiamente il proprio compito. Ovviamente in base al tipo di illuminazione che avrei scelto cambierà l’effetto finale che andrai ad ottenere, ma quel che devi tenere a mente è che la luce deve diffondersi in maniera uniforme e non creare aree buie.

Organizzazione degli spazi

Questo è un altro aspetto molto importante del tuo giardino, in quanto in grado di influire direttamente sul risultato finale: se il giardino è particolarmente grande, è bene utilizzare diversi tipi di elementi che possono arricchirne il design. Se al contrario il giardino è piccolo, bisogna adottare quelle soluzioni che diano una sensazione di maggiore ampiezza, e ciò è possibile giocando ad esempio con la prospettiva. Potresti pensare per questo di posizionare gli alberi in fondo al giardino, ed inserire invece arbusti e piccole piante nella parte iniziale.

Pensa infine che è importante lasciare alcuni spazi vuoti perché questo dà maggiore sensazione di spazio ma soprattutto diventa uno spazio fruibile nel caso in cui tu voglia organizzare un barbecue con gli amici o perché no, prendere il sole sul prato in estate.

Asciugamani elettrici, ecco perché vincono sulla carta

Sempre più spesso i bagni di luoghi pubblici – attività commerciali, alberghi, palestre, aziende – sono allestiti con asciugamani elettrici, quelli detti anche ad aria, rispetto a quelli di carta. La ragione è presto svelata: questi apparecchi non solo assicurano un deciso risparmio in termini di consumi e tempi legati al riassortimento, ma sono anche la scelta più sostenibile sotto il profilo ambientale. Qualche dato veloce: con gli asciugamani elettrici di ultima generazione i titolari degli esercizi che li scelgono ottengono un risparmio annuo garantito di oltre il 90% rispetto all’uso della carta. Ancora, salvaguardano il pianeta: con un asciugamani elettrico si “salvano” mediamente 24 alberi in 16 anni. Un elemento importantissimo da considerare.

Tutto a posto, sempre in ordine

Adottare per i propri bagni un asciugamano elettrico rispetto al rotolo in carta significa inoltre guadagnare in ordine (e quindi risparmiare sulla pulizia dei locali). Perché, sarà capitato a tutti, nei bagni dove sono presenti salviette in carta non è raro trovare cestini traboccanti, carte appallottolate per terra o peggio buttate nei sanitari. E il rischio di questi danni – non solo estetici, ma spesso anche oggettivi, con sanitari otturati o rotti – aumenta esponenzialmente con il crescere del numero degli utenti. E’ matematico: più sono gli utilizzatori, maggiore è il disordine. Un asciugamani elettrico risolve in grandissima parte questo pericolo: niente cartacce sul pavimento, niente disordine, massima efficienza.

Più tempo per occuparsi d’altro

Chi deve occuparsi anche della gestione dei bagni, sa quanto tempo ci vuole non solo per organizzare i turni di pulizia, ma anche per controllare che tutto sia a posto. A cominciare dall’eventuale riassortimento della carta negli appositi dispenser. Carta che va aggiunta di frequente e soprattutto ordinata periodicamente. Con un asciugamani elettrico questi compiti saranno solo un ricordo: una volta effettuato l’investimento iniziale per acquistarlo, non ci sarà bisogno di ulteriori operazioni.

Quando efficienza fa rima con design

Un’obiezione che spesso si sente muovere ai produttori di asciugamani elettrici è che questi siano lenti: ovvero, che sia più veloce asciugarsi le mani con metodi tradizionali rispetto all’aria. Oggi di sicuro non è più così: gli asciugamani elettrici di ultima generazione hanno tempi di asciugatura di pochi secondi. Ad esempio, il modello Dualflow Plus di Mediclinics garantisce un’asciugatura perfetta in soli 15 secondi, grazie alla radicale asportazione delle particelle d’acqua. Questo prodotto si caratterizza per 4 lame d’aria, inserimento verticale delle mani, asciugatura superveloce e getto d’aria superpotente a 400 km/h. E, nonostante queste performance eccezionali, il risparmio energetico rimane notevolissimo e rende i costi reali di asciugatura veramente irrisori. Ma c’è di più. Questi prodotti così moderni hanno anche un design particolarmente ricercato – oltre che silenziosissimo e antimanomissione – che li rende adatti pure ai contesti più esclusivi. Non solo: il filtro EPA che elimina il 99% dei batteri ed il biocote che riveste la cover evitano il proliferare di cattivi odori o muffe e garantiscono la massima igiene. Per gli utenti si tratta di una tutela importante: la sicurezza di accedere ad ambienti igienicamente sani.

La casa Feng Shui: l’arredo giusto per la casa “giusta”

Sempre più spesso si sente parlare di Feng Shui, l’antichissima arte cinese che insegna a progettare le abitazioni e a disporre gli arredi nel segno della massima armonia. La definizione Feng Shui significa letteralmente “acqua e vento”, ispirandosi quindi ai due elementi che plasmano e modellano ogni cosa sulla Terra, l’equivalente dello Yin e Yang. Applicata all’architettura, questa disciplina – che in diversi paesi orientali regola addirittura i cantieri – dovrebbe assicurare alle persone il massimo livello di benessere, serenità e salute. Anche se oggi non è sempre facilissimo organizzare i propri spazi abitativi in base a tali dettami, ci sono però ampi margini di azione per quanto concerne la disposizione degli arredi.

Mobili di qualità e in materiali naturali

Innanzitutto, il Feng Shui vuole che gli arredi siano di materiali di qualità e possibilmente naturali, come il legno, i metalli, i tessuti non sintetici. Per avere un’idea di cosa offre il mercato ci si può rivolgere a rivenditori riconosciuti, come Pedrazzini Arreda, che nel proprio store Veneta Cucina a Milano ha anche una vasta scelta di arredi e complementi in sintonia con le regole orientali. Ancora, il Feng Shui pretende l’ordine in casa: la confusione, l’eccesso di oggetti superflui blocca il corretto fluire dell’energia, a discapito del benessere degli abitanti.

La camera da letto per il sonno perfetto

La prima regola del Feng Shui è che la camera da letto sia lontana dall’ingresso, per creare uno spazio di quiete e pace. Per quanto riguarda la disposizione del letto, pediera e testiera non dovrebbero essere rivolte verso la porta. I colori che assicurano il miglior riposo sono il blu e il verde, mentre gli specchi potrebbero ostacolare un sonno ristoratore. La camera dei bambini andrebbe invece tinteggiata in colori neutri.

Il soggiorno armonico

L’ingresso e il salotto dovrebbero essere tinteggiati in colori naturali e solari, come il rosa, il giallo, l’arancione, il rosso, che favoriscono la convivialità. Nel soggiorno, che il Feng Shui vorrebbe di forma regolare meglio se quadrata, è importantissima la posizione del divano. Lontano da porte e finestre, va posizionato lungo il muro, in modo che chi si siede abbia le spalle protette. Per quanto riguarda invece la scelta del tavolo da pranzo, l’ideale è un modello dagli spigoli arrotondati e in legno naturale.

La cucina, regno dell’ordine

Siccome nel Feng Shui le energie devono poter fluire liberamente, è importante che chi cucina non dia le spalle alla porta. I fornelli, così come tutto l’ambiente, vanno tenuti in ordine con estrema cura: la preparazione dei cibi, fondamentali per il benessere, è importantissima nella tradizione orientale. Un’altra indicazione significativa è che il forno dovrebbe essere posizionato lontano da frigorifero e lavello. Un colore da prediligere? Il verde, magari abbinato al bianco.

Il bagno, come lo vuoi

Per questo ambiente ci si può sbizzarrire di più e le regole sono meno strette. L’unico divieto da rispettare è quello di posizionare questo locale vicino alla cucina. Il Feng Shui consiglia sanitari bianchi, mentre per piastrelle e pareti via libera alla fantasia. Un’accortezza è quella di limitare l’uso del colore nero, che assorbe la luce e quindi l’energia positiva.

Agenzie SEO: consigli

Che gran parte delle attività di marketing si siano spostate sull’online, crediamo sia ormai un dato di fatto: che si tratti di prodotti o servizi, l’utente cerca una risposta alle proprie esigenze sempre più sul web e sempre meno sui canali tradizionali (ma fino a quando potremo definirli tali?). Ma, sopratutto nel nostro Paese, rimane sempre un problema: se per realizzare una brochure mi rivolgo ad uno studio grafico, se per diffondere un volantino ad un’agenzia di pubblicità o ad una radio per inviare un messaggio radiofonico, cosa faccio per emergere nella giungle del web? A chi mi rivolgo?

Verrebbe da rispondere a Google… Ma in realtà il pay per click, che consiste in tutta una serie di attività per le quali ad un determinato costo corrisponde un click sul proprio sito web, non è l’unica strada percorribile, come ci spiega Websenior, apprezzata agenzia SEO nata circa 3 anni fa in provincia di Monza. Google AdWords è uno strumento di promozione estremamente potente, in grado di amplificare in tempi brevissimi i risultati ottenibili dalla propria visibilità sul web. Tuttavia, come in ogni attività di promozione online, ha dei pro e dei contro: in particolare, se da un lato garantisce una buona intercettazione delle ricerche degli utenti entro poche ore dalla pubblicazione di una campagna, dall’altro non consente di investire sul proprio brand e, sopratutto, di pianificare al meglio il proprio budget. Essere ai primi posti nella ricerca a pagamento, infatti, non è come esserlo nei risultati organici che, al contrario, consentono di trasmettere autorevolezza ed importanza in relazione all’argomento cercato dall’utente finale. Per quanto concerne il budget, il CPC (costo per click) è un parametro difficilmente controllabile per via della forte concorrenza che, negli ultimi anni, ha portato ad una moltiplicazione continua di tale costo. Basti pensare che oggi se Websenior volesse promuovere la propria attività intercettando gli utenti che cercano la parola “agenzia seo“, finirebbe con lo spendere oltre 6 euro per ogni click ricevuto…

Infine, spesso le campagne AdWords richiedono di promuovere un tangibile incentivo economico per l’utente, sempre più attratto da messaggi che catturino l’attenzione con “offerte imperdibili” o “servizi gratuiti”, e questo è un altro elemento da considerare. E’ chiaro che anche in attività differenti, come il performance marketing o la SEO vanno considerati questi fattori, tuttavia è dimostrato come questi canali riescano ad indirizzare, tendenzialmente, utenti più interessati e con comportamenti migliori sulle pagine del sito: bounce rate e conversion rate sono quasi sempre significativamente più elevati dal canale organico che non da quello a pagamento, e questo anche per un fatto storico.

Insomma, investire nel PPC o nella SEO? Ne parleremo ancora…

La Prima Colazione degli Italiani

Parliamo di caffè… Secondo gli esperti, uno dei momenti più importanti della giornata è quello della prima colazione. È qui infatti, che si decide buona parte della nostra capacità di lavorare con profitto nell’intero arco del giorno, ed è per questo consigliato di dedicare ogni mattina il tempo necessario a questo pasto così importante. Ciò a cui gli italiani non sono disposti a rinunciare, oltre ad un immancabile brioche dolce o salata, è un buonissimo caffè caldo: il caffè è intoccabile non soltanto perché apporta un importante contributo in termini di energia, ma anche e soprattutto perché ha una piacevole capacità di rilassare e sollevare chi lo beve, consentendo così di iniziare la giornata con il piede giusto e fornendo quella dose di energia in più che sarà indispensabile per affrontare con la giusta grinta gli impegni quotidiani. Difficilmente infatti, noi italiani rinunciamo al piccolo piacere del caffè mattutino, e per questo siamo particolarmente esigenti per quel che riguarda l’aroma, il gusto e le sensazioni che il palato ne riceve.

Da diversi anni Cialdamia, attraverso il proprio sito e-commerce, vende cialde delle migliori marche, proponendosi sul mercato con offerte esclusive e particolari proposte bundle dove il cliente ha la possibilità di comporre il proprio “pacchetto” di cialde variando tra i diversi sistemi disponibili, per una fornitura che accontenti anche familiari ed amici. Tra le diverse proposte, le cialde Lavazza a Modo Mio mettono tutti d’accordo e consentono agli habitué della tazzina mattutina di poter scegliere tra tantissime miscele differenti, classiche o più ricercate, tutte in grado di regalare quella piacevole sensazione che si prova quando si beve un caffè di ottima qualità. Aroma intenso e leggera schiuma dal colore nocciola proprio come al bar: questo è ciò che differenzia le ottime cialde Lavazza rendendole di fatto le più apprezzate e ricercate dagli italiani. Grazie all’ottima chiusura ermetica poi, la freschezza e l’integrità della miscela sono sempre garantite, in qualsiasi momento si decida di utilizzarle, e basterà un semplice tocco della mano per avere ogni volta quel buonissimo caffè anche in casa.

Cosa aspetti allora? Regalati anche tu una parentesi di piacere quotidiano grazie alle cialde Lavazza a Modo Mio.

Smart working, si lavora di più: stress in agguato

La sensazione in effetti era condivisa da molti, ora arrivano anche le conferme ufficiali: con lo smart working si lavora molto, molto di più. La mancata separazione fra casa e ufficio ha fatto sì che i tempi dedicati alla propria occupazione professionale si siano dilatati, invadendo anche la sfera privata. Con il rischio di incorrere in un accumulo eccessivo di stress. Diverse ricerche, l’ultima delle quali pubblicata da Gartner, hanno riscontrato che gli impiegati ‘ibridi’, che parzialmente o totalmente lavorano da casa con conseguenti ‘interferenze’ familiari, si staccano due o tre ore dopo. Secondo Gartner il 40% di chi lavora almeno parzialmente da casa fa orari più lunghi, e fatica a disconnettersi 1,27 volte più di chi invece è in ufficio.

Giornate fino a tre ore più lunghe

La medesima ricerca, che è stata ripresa anche da Usa Today, rivela che le ore lavorate sono almeno due-tre in più rispetto a quelle di un anno fa. La nuova indagine di Gartner allunga ulteriormente le stime, pubblicate qualche mese fa, dell’università di Harvard: oggi il tempo che si trascorre al monitor è maggiore di 48,5 minuti rispetto a quello preventivato dall’ateneo americano. “Il tradizionale orario dalle 9 alle 5 non ha più senso oggi – ha dichiarato Alexia Cambon, l’autrice principale della ricerca – perché siamo in un ecosistema in cui si lavora tutto il giorno da casa, e ci sono molte più interruzioni per motivi lavorativi o familiari. Dobbiamo mettere qualche confine perché questo non va bene per la salute mentale, visto che conciliare tutti gli aspetti è diventato più difficile”.

I rischi della zoom fatigue

Trascorrere così tanto tempo davanti a uno schermo è un’attività che hai dei rischi. In primo luogo, c’è il pericolo distrazione: gli impiegati ‘ibridi’ hanno una possibilità maggiore di 2,54 volte di distrarsi rispetto a chi lavora in ufficio. E poi è sempre in agguato la cosiddetta ‘Zoom fatigue’, connessa alla fatica di dover seguire conferenze virtuali, mentalmente più impegnative di quelle reali. Infine c’è appunto l’allungamento delle giornate lavorative. “Con il lavoro da remoto che ha sfumato i confini tra lavoro e vita personale – conclude la ricerca – i lavoratori non riescono a mettere confini, e molti restano connessi anche molto dopo la fine dell’orario teorico di lavoro”. Insomma, lo smart working, così come la dad per gli impegni scolastici, ci ha permesso di proseguire con le nostre attività anche in momenti difficili. Ma le nuove modalità digitali vanno gestite con criterio, pena un carico eccessivo di stress.

Quanto dura la batteria del pc? I consigli per farla durare di più

La durata della batteria in un pc portatile è un aspetto molto importante, poiché ne determina l’autonomia di funzionamento, ovvero, il tempo in cui si potrà utilizzare il pc senza collegarlo alla presa elettrica. Ma quanto dura la batteria dei pc portatili? Un’inchiesta di Altroconsumo fa luce sulla reale autonomia dei laptop sulla base di un test eseguito su 4 computer. I dati sono stati confrontati con quanto dichiarato dai produttori, e il risultato è che nei laptop del test la batteria ha un’autonomia inferiore rispetto a quanto dichiarato.

Cinque ipotesi di consumo

Per verificare le ore reali di durata della batteria Altroconsumo ha confrontato quattro modelli di laptop dello scorso anno ipotizzando diversi scenari di utilizzo (navigazione con luminosità dello schermo bassa, alta e al massimo, riproduzione di video con la massima luminosità e utilizzo dell’apparecchio con le massime prestazioni) e ha misurato quanto ci ha messo ogni pc a passare da una carica di 100% al 20%, soglia sotto la quale i laptop entrano in modalità di risparmio energetico, riferisce Adnkronos. Con le impostazioni di alimentazione predefinite, in alcuni modelli la batteria dura circa due ore in meno se si usa il laptop con lo schermo in luminosità massima rispetto a bassa. Invece la batteria dura di più se si usa il laptop per guardare un video. In ogni caso nessun modello raggiunge la durata promessa dai produttori.

Scegliere una maggiore autonomia

Le prove hanno messo in evidenza che le ore di durata della batteria promesse dai produttori sono superiori rispetto a quanto misurato, e che c’è una relazione di causa ed effetto legata sia all’intensità luminosa dello schermo sia al tipo di utilizzo. Ad esempio, navigare con un browser comporta anche l’uso del wifi del computer e ciò scarica la batteria più velocemente rispetto a guardare un film in modalità aereo, ovvero con il wifi disattivato. In ogni caso, se le caratteristiche da valutare quando si acquista un laptop sono processore, risoluzione dello schermo e quantità di Ram, bisogna considerare che più un pc è potente, minore sarà la durata della batteria.

Una vita più lunga

Per garantire alla batteria una vita più lunga si consiglia innanzitutto di ridurre la luminosità dello schermo, e di non scendere mai sotto il 20%, soglia al di sotto della quale le batterie al litio accelerano il loro invecchiamento. Evitare poi di utilizzare il computer seduti sul letto o su un divano con il laptop appoggiato sopra le lenzuola o su un cuscino, poiché la superficie morbida può facilmente coprire i fori delle ventole. In questo modo il computer si surriscalda, le ventole iniziano a girare per dissolvere il calore, e oltre a sprecare inutilmente energia, si rischia di surriscaldare il dispositivo. Inoltre, più schede, app e cartelle si tengono aperte mentre si lavora, più si consuma batteria.

A dicembre 2020 le vendite calano, l’online vola

Nel 2020 sul commercio in Italia l’effetto Covid-19 si fa sentire: l’anno scorso le vendite al dettaglio, fortemente influenzate dall’emergenza sanitaria, hanno registrato una flessione annua del 5,4%, con una forte eterogeneità dei risultati sia per settore merceologico sia per forma distributiva. Il comparto non alimentare ha subito “una pesante caduta, anche a causa delle chiusure degli esercizi disposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria, mentre il settore alimentare ha segnato un risultato positivo”, commenta l’Istat. In forte controtendenza, secondo i dati Istat, il commercio elettronico, con gli acquisti online balzati del 34,6% su base annua.

Controtendenza per il commercio elettronico, in forte aumento

Durante il 2020 hanno registrato un marcato calo delle vendite sia le imprese operanti su piccole superfici (-10,1%), sia le vendite al di fuori dei negozi (-13,9%). E la grande distribuzione (-2,8%) ha risentito negativamente dall’andamento del comparto non alimentare, riporta Askanews. Anche rispetto a dicembre 2019 il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia per la grande distribuzione (-2,5%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-6,6%). E se le vendite al di fuori dei negozi calano del 12,3% il commercio elettronico è in forte aumento (+33,8%).

Variazioni tendenziali negative per quasi tutti i gruppi di prodotti

Più in particolare, su base tendenziale, a dicembre, le vendite al dettaglio diminuiscono del 3,1% in valore e del 3,2% in volume. Si registra però una forte crescita per i beni alimentari (+6,6% in valore e +5,7% in volume) e una caduta per i beni non alimentari (-9,4% in valore e -9,5% in volume). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per quasi tutti i gruppi di prodotti, a eccezione di dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+15,3%), utensileria per la casa e ferramenta (+2,3%) e mobili, articoli tessili e arredamento (+0,5%). Le flessioni più marcate riguardano abbigliamento e pellicceria (-23,4%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-14,6%).

Rispetto a novembre 2020 +2,5%

Per le vendite al dettaglio a dicembre 2020 si stima però un aumento del 2,5% rispetto a novembre sia in valore sia in volume. Crescono marcatamente le vendite dei beni non alimentari (+4,8% in valore e +4,5% in volume), mentre sono quasi stazionarie le vendite dei beni alimentari (+0,1% in valore e +0,2% in volume). Considerando il quarto trimestre 2020, invece, le vendite al dettaglio diminuiscono in termini congiunturali dell’1,5% in valore e dello 0,8% in volume. Tale andamento è determinato dai beni non alimentari, che calano del 4,5% in valore e del 3,2% in volume, mentre crescono le vendite dei beni alimentari (+2,4% in valore e +2,2% in volume).

La top 30 delle malattie più ricercate dagli italiani nel 2020

Quali sono le malattie più cercate online dagli italiani nel 2020? Nonostante il Covid-19 abbia catalizzato l’attenzione degli italiani non è l’unica problematica legata alla salute ad aver destato preoccupazioni. La conferma arriva da MioDottore, piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner, che ha analizzato le ricerche effettuate nel corso del 2020 relative alle patologie che hanno generato più dubbi, necessità di chiarimenti, o semplicemente la curiosità dei pazienti. E le più cercate sono risultate endometriosi e menopausa, che dal 2018 si contendono i primi due posti della classifica.

Sul podio endometriosi, menopausa e osteoporosi

Nell’edizione 2020 è infatti l’endometriosi (1°) a essere capolista, seguita dalla menopausa (2°), mentre al 3° gradino del podio si posiziona una patologia riconducibile all’area ortopedica, l’osteoporosi. Nel 2019 al 3° posto si trattava di alluce valgo (al 4° nel 2020), e nel 2018 di scoliosi, scesa al 13° posto della classifica. Ampliando l’analisi all’intera lista delle malattie più cercate online si evidenzia come le problematiche legate alla struttura scheletrica siano quelle che maggiormente impensieriscono gli italiani, con 11% delle ricerche totali. Tra queste, oltre a osteoporosi, alluce valgo e scoliosi, le più ricercate sono ernia del disco (12°), mal di schiena (15°) e sciatalgia, new entry al 29° posto.

Nuovi timori legati alla salute: ansia, malattia di Parkinson e sciatalgia

Alle patologie legate all’apparato scheletrico seguono quelle relative alla sfera intima-sessuale, con il 10% delle ricerche totali. Più in particolare, quattro disturbi interessano l’area ginecologica (endometriosi, menopausa, sindrome dell’ovaio policistico, al 16° posto, e cistite, al 30°) e uno andrologica (disfunzione erettile, 25°). Anche l’ambito dermatologico suscita apprensione e dubbi (6%), con acne e alopecia rispettivamente al 6° e 8° posto della classifica. Rispetto all’anno precedente, oltre alla sciatalgia, altre due new entry si inseriscono nella top 30, e coinvolgono le aree psicologica e neurologica (ansia, 27°, e malattia di Parkinson, 28°), mentre nel 2020 sono assenti alcuni disturbi che preoccupavano gli italiani nel 2019 (setto nasale deviato, cisti sebacea ed epilessia).

Donne e uomini online, differenze e similitudini

Completano la classifica, fibromialgia (5°), ernia inguinale (7°), artrosi (9°), acufene (10°), emorroidi (11°), lipoma (14°), depressione (17°), sindrome del tunnel carpale (18°), malattia di Alzheimer (19°), degenerazione maculare (20°), verruche (21°), obesità (22°), cefalea (23°), disturbo bipolare (24°), e glaucoma (26°). Ma ancora una volta è la quota rosa a confermarsi più attenta in ambito benessere, e la maggiormente attiva in rete quando si tratta di indagare lo stato di salute. Ben oltre la metà delle ricerche totali (63%) è infatti stata effettuata da donne. E se ai primi due posti di questo ranking si trovano patologie differenti nelle ricerche femminili (endometriosi e acne) e maschili (osteoporosi ed ernia inguinale), la menopausa mette d’accordo i due generi.

Natale e Capodanno si festeggiano online

Come e dove passeranno le feste di questo fine 2020 gli italiani? La risposta è: online, perfettamente in linea con un anno vissuto in gran parte virtualmente a causa delle ben note restrizioni dovute alla pandemia. Il desiderio di prenotare esperienze online per rimanere in contatto con amici e familiari, e la volontà di non rinunciare alle classiche tradizioni natalizie, fa sì che anche Natale e Capodanno diventino digitali. Airbnb ha condotto un sondaggio per scoprire proprio come trascorreranno Natale e Capodanno gli italiani. E se il 60% degli intervistati ha dichiarato che trascorrerà le feste in compagnia di un gruppo ristretto di familiari, c’è anche chi rimarrà fisicamente lontano, ma virtualmente vicino con famiglia e amici.

I viaggi si prenotano ancora, ma sono virtuali

Feste e tradizioni natalizie diventano così surrogati virtuali della realtà a cui eravamo abituati. Non più quindi appuntamenti al cinema per assistere alle novità del grande schermo, ma per il 39% degli intervistati appuntamenti online per guardare film insieme. E ancora, niente riunioni di famiglia per cucinare tutti insieme, ma per il 35% degli intervistati cooking class online. Addio anche ai viaggi in occasione della pausa dal lavoro e benvenuto ai viaggi virtuali in giro per il mondo per il 20% degli intervistati. Specchio di questa tendenza sono le Esperienze Online su Airbnb , tra le quali spiccano le sempre più numerose lezioni di cucina e mixology, i viaggi virtuali in capitali europee o Paesi lontani, ed eventi virtuali tra cabaret, spettacoli di magia e favole per bambini, riporta Adnkronos.

Festeggiare con un’esperienza online

Per un brindisi in compagnia, per esempio, si può scegliere tra una lezione sui classici aperitivi italiani, oppure una lezione in vero british-style sull’arte del gin, una tra le esperienze più prenotate sulla piattaforma. Chi è a caccia di divertimento può invece assistere virtualmente a uno spettacolo natalizio con le drag queen in diretta da Lisbona, e per tutti coloro che hanno nostalgia dei viaggi di fine anno si può partire alla scoperta di un villaggio thailandese o di Città del Capo.

Gli auguri in chat hanno sostituito definitivamente biglietti e cartoline

Tra gli intervistati da Airbnb il 75% sta infatti valutando l’idea di prenotare un’esperienza online per festeggiare il Natale e il Capodanno.

Un nuovo modo per rimanere connessi e comunicare con amici e familiari, al secondo posto tra i mezzi più utilizzati dagli italiani durante queste festività, ma che comunque non sostituisce la principale forma di comunicazione. Al primo posto rimangono i gruppi e i sistemi di messaggistica online, con buona pace delle tradizionali cartoline d’auguri, ormai dal sapore vintage.

Natale e shopping online, le dritte per fare solo buoni acquisti

Fra negozi chiusi o a orario ridotto, moltissimi italiani hanno già deciso che faranno almeno parte dei regali di Natale sulle piattaforme online. Secondo quanto emerso dalla nuova ricerca di Kaspersky, infatti, il 74% dei nostri connazionali afferma che ha iniziato gli acquisti con il Black Friday mentre un altro 40% si scatenerà nelle spese all’ultimo minuto, a caccia di offerte imperdibili.

Opzioni alterative rispetto ai negozi fisici

“Nel tentativo di godersi il Natale nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e non rinunciare ai regali” riporta una nota, “gli italiani stanno orientando i propri acquisti verso opzioni alternative rispetto ai negozi fisici. Infatti il 67% degli intervistati ha dichiarato di voler di fare online la maggior parte dei propri acquisti di Natale. Il 20%, invece, ha affermato addirittura di voler fare online tutti gli acquisti legati al Natale, nonostante lo shopping online non rientri tra le loro abitudini”. Un altro aspetto interessante che emerge dalla ricerca è che la maggior parte degli italiani, nonostante la situazione economica difficile che sta vivendo tutta l’Europa, non ridurranno il budget destinato ai regali. Sono infatti il 38%, circa un terzo, i nostri connazionali che hanno affermato di voler abbassare la spesa per i doni.

Più affari, più rischi

Lo studio, inoltre, avverte che in concomitanza delle pioggia di offerte online aumenta contestualmente anche il numero di rischi in cui si può incorrere, come truffe e siti fraudolenti. Eppure, nonostante la consapevolezza del pericolo, solo il 18% degli italiani non intende cedere i propri dati personali per ottenere uno sconto. “Da sempre il Natale rappresenta un evento importante per molte persone e quest’anno, molto probabilmente, lo sarà ancora di più. Le persone hanno bisogno di compensare, almeno in parte, i disastri che la pandemia ha causato durante il 2020. È ragionevole, quindi, pensare che per rimanere al sicuro e approfittare di qualche offerta, la maggior parte degli utenti quest’anno sceglierà di fare acquisti online. Andrebbe tenuto in considerazione, però, che tutto ciò che attira l’attenzione delle masse inevitabilmente richiama anche quella dei cybercriminali”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky. Tra i consigli per non incorrere in fregature, ci sono quelli di comprare solo da store online verificati, di controllare sulla barra degli indirizzi del browser che il sito sia autentico e protetto, di verificare che ci sia il lucchetto o il codice HTTPS, di completare l’acquisto tramite metodi di pagamento sicuri, di verificare lo offerte e soprattutto di aggiornare i software e le applicazioni di tutti i dispositivi e proteggerli con un software di sicurezza affidabile.

Facebook lancia Dating, l’app per trovare l’anima gemella

Facebook lancia in Europa Dating, la sua app per gli incontri, e con un bacino potenziale di oltre 2 miliardi e mezzo di utenti mondiali sfida Tinder e le altre app per cuori solitari. Il nuovo strumento, preannunciato da Facebook nel maggio 2018, è stato testato in vari Paesi del mondo e ora è già attivo in 20 nazioni, dove ha registrato 1,5 miliardi di match, ovvero di abbinamenti amorosi. Il colosso californiano porta così in 32 Paesi europei, compresa l’Italia, il suo Facebook Dating, uno spazio a sé stante all’interno dell’app Facebook, dove gli utenti maggiorenni interessati potranno attivarne le funzioni creando un profilo a parte, e i loro contatti sul social non ne saranno informati.

Le funzioni per cercare l’anima gemella

Dating è gratuito, e offre una serie di funzioni per cercare l’anima gemella. L’utente potrà condividere all’interno di Dating le sue Storie di Facebook e di Instagram, e anche aggiungere gli Eventi e i Gruppi per entrare in contatto con persone che condividono i suoi interessi. Con la funzionalità “Passioni segrete” potrà poi stilare una lista contenente fino a nove nomi di persone con cui è già amico su Facebook e Instagram, e a cui è “segretamente” interessato. Se una di queste persone farà lo stesso, si creerà un abbinamento. Una volta avvenuto il match, si potrà avviare una videochiamata, riporta Ansa.

“Amici” esclusi dai suggerimenti per i march 

L’iscrizione a Dating però non verrà condivisa con i contatti dell’utente, ma rimarrà “segreta”. “Non suggeriremo gli attuali amici di Facebook come potenziali partner, né invieremo loro una notifica per comunicare la tua presenza su Dating – sottolinea la società di Mark Zuckerberg in un comunicato -. Ad esempio, il tuo profilo Dating, i tuoi messaggi e le persone a cui sei interessato/a o con cui sei entrata/o in contatto su Dating non appariranno nel tuo News Feed”.

Più semplice mostrare chi si è realmente

“Con Facebook Dating è più semplice mostrare chi si è realmente e allo stesso tempo conoscere gli altri in modo più autentico”, scrive ancora Facebook. Le funzioni presenti su Dating sono simili a quelle dei social più famosi targati Zuckenberg, come le Storie: “se scegli di condividere le tue Storie Facebook e Instagram sul tuo profilo Dating, potrai mostrare chi sei, al di là delle parole, e conoscere meglio gli altri, sia prima che dopo il match”.

Con gli Appuntamenti Video, invece, una volta effettuato il match fra le due persone, si potrà dare avvio a una videochiamata. “Prima di accedere alla videochiamata, la persona riceverà una notifica di invito e se accetterà, potrete cominciare a conoscervi meglio – specifica la piattaforma -. Il tuo nome e la tua foto profilo Dating verranno mostrati non appena partirà la videochiamata”.

Nel 2021 il 16% degli occupati lavorerà da casa

Nel 2019 i lavoratori in smart working nelle imprese private in Italia erano meno di un milione. Prima del Covid-19 in Italia il lavoro agile era un fenomeno di nicchia, l’azienda decideva se renderlo disponibile in base alle necessità e alle policy di welfare aziendale. Di fatto, con l’emergenza sanitaria da Covid-19 il modello organizzativo del lavoro è stato al centro di un cambiamento importante: in poco più di due mesi si è registrato un passaggio dal 3% al 34% di lavoratori in modalità remote working.

Si tratta di uno dei dati emersi dall’Osservatorio The World after Lockdown, curato da Nomisma e Crif.

Il fenomeno dello smart working in Italia 

Durante la fase 1 dell’emergenza sanitaria la percentuale di lavoratori “agili” è cresciuta fino al 34% sul totale degli occupati (circa 7 milioni di lavoratori), per la maggior parte nel settore privato e circa 2 milioni nella PA. Con la progressiva riapertura delle attività produttive, a partire dalla metà di maggio a oggi, la quota di lavoratori da remoto si attesta al 24%, con 1 milione di smart worker nella PA e 4 milioni nel settore privato. Ma parlare di smart working, ossia lavoro agile, con organizzazione autonoma e mansioni scansionate per obiettivi, in realtà è fuorviante. Infatti il 97% di chi ha lavorato da remoto lo ha fatto da casa, mantenendo stessi orari e stessi ritmi del lavoro in sede. Complessivamente solo il 9% (prevalentemente nella fascia under 30) si è connesso almeno una volta da un locale pubblico o uno spazio di co-working

Il profilo del lavoratore “agile”

La quota di chi oggi lavora in smart working cresce tra i Millennials, passando da 24% a 27%, al Nord (27% contro il 18% del Centro e il 22% del Sud) e tra le lavoratrici (27% contro il 22% degli uomini). La propensione allo smart working è più forte nelle aziende più grandi: è 31% la quota di chi lavora in remoto nelle aziende con oltre 250 dipendenti, contro il 14% di quelle con meno di 50 addetti, e nelle multinazionali, dove la quota di chi lavora in remoto arriva al 53%, e in ambito pubblico (44%). Nel privato, i settori che contano un maggior numero di smart workers sono Informatica e Telecomunicazioni, dove la quota di telelavoratori si alza fino al 56%.

Previsioni per il futuro

Per il 2021 Nomisma stima che il 16% dei lavoratori italiani svolgerà ameno una giornata di lavoro da remoto. È opinione comune che il lavoro agile tenderà a diventare un fenomeno strutturale, il che dovrà comportare un forte cambiamento in tutti i soggetti coinvolti, lavoratori, imprese, istituzioni e sindacati. Il primo passo verso uno smart working più efficace riguarda la formazione. Il 74% degli italiani evidenzia l’imminente necessità di ricevere una formazione sulle potenzialità dello smart working e sulla digitalizzazione del lavoro. Ma perché sia una vera opportunità dovrebbe essere modulato lasciando al lavoratore stesso la possibilità di decidere se, quando e dove effettuarlo.

Scuola a distanza? No grazie, il 57% dei ragazzi vuole tornare in classe

Finalmente le scuole hanno riaperto, e dopo sei mesi dalla chiusura le preoccupazioni e i dubbi sulla nuova normalità della didattica non smettono di accendere le polemiche. Ma i ragazzi non hanno dubbi, la scuola è meglio in presenza. Il 57% degli studenti, insomma, manifesta il desiderio di tornare in classe. La conferma arriva dai risultati di un’indagine condotta da Studenti.it, il sito gestito direttamente dagli studenti italiani che offre vari servizi e informazioni a tema scolastico. La ricerca ha coinvolto 18.150 ragazzi delle scuole superiori di 1° e 2° grado, con l’obiettivo di mettere a fuoco cosa pensano, come vivono questo momento di ritorno a scuola dopo la pandemia, e se e come cambieranno le loro abitudini.

Una conclusione anomale per l’anno scolastico 2019-2020

La conclusione dell’anno scolastico 2019-2020 è stata anomala: solo il 30% degli intervistati ha dichiarato che nella propria classe ci sono stati bocciati o rimandati. Non sembrano esserci state grandi lacune o necessità di recuperare, dunque, visto che solo il 38% degli istituti ha organizzato corsi di recupero.

Nell’anno scolastico 2018-2019, invece, i corsi di recupero sono stati organizzati in tutte le scuole, a fronte di un 21% di studenti rimandati a settembre e di un 6,8% di bocciati.

C’è voglia di normalità

Ma ora che le scuole hanno riaperto i portoni c’è voglia di normalità. Secondo gli intervistati la didattica a distanza non è un’opzione gradita, perché manca il contatto con i compagni e con i professori, elemento fondamentale nella vita degli studenti. Il 66% ritiene addirittura che la didattica online sia penalizzante, perché i problemi di connessione e gli strumenti informatici non sempre adeguati hanno reso faticosa e non ottimale l’interazione tra studenti e docenti.

I banchi a rotelle non sono la giusta soluzione al distanziamento

Sulla questione dei banchi a rotelle, per la maggioranza dei ragazzi che hanno risposto al sondaggio (86%), questi potrebbero essere fonte di un uso improprio da parte degli studenti stessi, e quindi di ulteriori problemi. Per il restante 14%, invece, i banchi singoli rappresentano una buona soluzione a garanzia del distanziamento, riferisce Italpress. La maggioranza dei ragazzi, inoltre, afferma che non cambierà le proprie abitudini per recarsi a scuola. Secondo la ricerca, il 23% troverà un modo alternativo di spostarsi rispetto al periodo pre Covid, mentre il 77% continuerà a utilizzare gli stessi mezzi di trasporto. Di questi, il 40% userà i mezzi pubblici, il 32% si sposterà in automobile, il 18% andrà a scuola a piedi, il 4% con il motorino, e il 6% con la bicicletta o il monopattino.