Nel 2024, i giovani italiani mostrano segnali di miglioramento nella sfera lavorativa e personale, sebbene aumenti il distacco dalle istituzioni politiche e sociali. La fiducia nel proprio futuro cresce, ma resta l’incertezza sul contesto globale e le dinamiche economiche.
Lo scenario emerge dall’indagine GenerationShip 2024, curata da Kkienn Connecting People and Companies per il Gruppo Unipol, che analizza le trasformazioni vissute dalle nuove generazioni.
Lavoro e realizzazione personale in primo piano
Le priorità dei giovani sono sempre più concentrate su obiettivi economici e professionali, con una minore attenzione verso la costruzione di una famiglia. L’84% della Gen Z e dei Millennials considera importante la carriera e il benessere economico, mentre più del 50% valuta poco o per nulla essenziale sposarsi o avere figli.
La formazione di una famiglia è sempre più legata alla stabilità economica, e la scelta di non avere figli non rappresenta più un tabù sociale. Le giovani donne, in particolare, mostrano un approccio radicale: rispetto al passato, l’importanza data alla formazione è aumentata del 42%, mentre quella di stabilità lavorativa è cresciuta del 40%. Anche l’interesse per il matrimonio e la genitorialità è in calo, rispettivamente del 55% e 58% tra le ragazze.
Istruzione e sfide del sistema educativo
Gen Z e Millennials valutano l’istruzione italiana con un voto medio di 6,3, evidenziando insoddisfazioni crescenti: il 47% critica un eccessivo orientamento teorico e la mancanza di esperienze pratiche. Ulteriori criticità riguardano la scarsa qualità di alcuni insegnanti (44%) e la disconnessione tra studio e mercato del lavoro.
Cresce anche il divario nella qualità dell’istruzione tra le regioni, indicando la necessità di una riforma per allineare il sistema alle aspettative delle nuove generazioni.
Relazioni sociali e pressioni dei social media
La società italiana appare sempre più aperta sul piano sessuale: aumenta l’accettazione di preferenze diverse (67%) e relazioni non tradizionali (66%). Tuttavia, Gen Z e Millennials sentono fortemente la pressione dei modelli estetici proposti dai social, con il 68% che riporta ansia legata all’immagine.
La politica tradizionale non piace più
L’interesse politico resta basso (43%), accompagnato da una crescente sfiducia: il 69% non ha fiducia nelle istituzioni italiane. In un contesto globale instabile, l’Europa diventa simbolo di cooperazione, sebbene solo il 18% dei giovani si identifichi pienamente come europeo.
Le giovani donne spingono per un cambiamento, mettendo in discussione il ruolo tradizionale femminile e cercando una maggiore parità, un impegno che i coetanei maschi condividono solo parzialmente.