Soggiorno in stile luxury moderno, alcune idee

Volete realizzare un arredo luxury per il vostro soggiorno? Ebbene, è sempre più diffusa l’idea di abbellire la propria area living magari con una parete attrezzata di lusso. Per la scelta, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a degli esperti interior design.

L’idea migliore per riuscire nell’obiettivo di fare un arredo di lusso è di puntare sullo stile minimal, specie se il risultato che si vuole ottenere è quello di un look moderno.

Bisogna mettere in campo un po’ di creatività e soprattutto seguire i consigli di esperti interior designer che possono apportare un valore aggiunto ad ogni creazione.

Arredamento di lusso nel soggiorno, l’importanza della creatività

Per realizzare un arredo luxury nel soggiorno, è importante farsi trasportare soprattutto dalla creatività. Le tendenze di stile nell’ambito del design devono essere uno spunto per riuscire a trovare la soluzione migliore per le proprie esigenze ma non devono influenzare del tutto il vostro stile.

Chi vuole riuscire nell’obiettivo di arricchire il soggiorno con una parete attrezzata di lusso dovrebbe optare per una soluzione componibile che possa ottimizzare gli spazi.

La soluzione migliore è quella che più delle altre presta attenzione ai dettagli e che creerà un’atmosfera raffinata e accogliente. Puntate su degli elementi in legno massello e con una forma unica nello stile.

Un soggiorno moderno e di lusso

In un soggiorno moderno e di lusso, la parete attrezzata luxury è la vera protagonista. Nello stile moderno e contemporaneo bisogna scegliere delle forme stilizzate, con dei colori che magari possono avere inserti in oro e pietre naturali a vista.

Tra le scelte più particolari, vi è quella, ad esempio, di optare per una libreria in una versione destrutturata, a cui abbinare un divano o delle lampade di design che possono riprendere lo stile generale dell’intero spazio.

Tutti gli elementi devono contribuire a dare una visione di insieme di qualità e di prestigio!

Suggerimenti per un giardino bello da vivere

Quando si crea un giardino o area verde è molto importante avere una visione di insieme. Ciò significa che non bisogna concentrarsi esclusivamente su un elemento del giardino, ma invece prevedere quello che sarà il risultato finale nel suo insieme.

Questo è un errore largamente diffuso e che è bene evitare soprattutto quando si è nella fase di progettazione giardini per evitare di dover apportare degli interventi correttivi in seguito. Se pensi un attimo a quelli che sono dei bei giardini, anche quelli che sicuramente avrai visto in foto, certamente avrai notato che non c’erano semplicemente un bel manto erboso e piante curate, ma sicuramente spiccano anche elementi come pietre ed elementi di decorazione che nell’insieme rendono il tutto particolarmente artistico e gradevole.

Ecco allora alcuni suggerimenti utili per rendere il tuo giardino un angolo ancora più bello e piacevole da vivere.

L’illuminazione

L’illuminazione è di fondamentale importanza per creare una bella atmosfera in giardino e rendere più piacevole la permanenza qui, soprattutto nelle sere d’estate. Esistono a tale scopo delle lampade da esterno o faretti solari in grado di svolgere egregiamente il proprio compito. Ovviamente in base al tipo di illuminazione che avrei scelto cambierà l’effetto finale che andrai ad ottenere, ma quel che devi tenere a mente è che la luce deve diffondersi in maniera uniforme e non creare aree buie.

Organizzazione degli spazi

Questo è un altro aspetto molto importante del tuo giardino, in quanto in grado di influire direttamente sul risultato finale: se il giardino è particolarmente grande, è bene utilizzare diversi tipi di elementi che possono arricchirne il design. Se al contrario il giardino è piccolo, bisogna adottare quelle soluzioni che diano una sensazione di maggiore ampiezza, e ciò è possibile giocando ad esempio con la prospettiva. Potresti pensare per questo di posizionare gli alberi in fondo al giardino, ed inserire invece arbusti e piccole piante nella parte iniziale.

Pensa infine che è importante lasciare alcuni spazi vuoti perché questo dà maggiore sensazione di spazio ma soprattutto diventa uno spazio fruibile nel caso in cui tu voglia organizzare un barbecue con gli amici o perché no, prendere il sole sul prato in estate.

Asciugamani elettrici, ecco perché vincono sulla carta

Sempre più spesso i bagni di luoghi pubblici – attività commerciali, alberghi, palestre, aziende – sono allestiti con asciugamani elettrici, quelli detti anche ad aria, rispetto a quelli di carta. La ragione è presto svelata: questi apparecchi non solo assicurano un deciso risparmio in termini di consumi e tempi legati al riassortimento, ma sono anche la scelta più sostenibile sotto il profilo ambientale. Qualche dato veloce: con gli asciugamani elettrici di ultima generazione i titolari degli esercizi che li scelgono ottengono un risparmio annuo garantito di oltre il 90% rispetto all’uso della carta. Ancora, salvaguardano il pianeta: con un asciugamani elettrico si “salvano” mediamente 24 alberi in 16 anni. Un elemento importantissimo da considerare.

Tutto a posto, sempre in ordine

Adottare per i propri bagni un asciugamano elettrico rispetto al rotolo in carta significa inoltre guadagnare in ordine (e quindi risparmiare sulla pulizia dei locali). Perché, sarà capitato a tutti, nei bagni dove sono presenti salviette in carta non è raro trovare cestini traboccanti, carte appallottolate per terra o peggio buttate nei sanitari. E il rischio di questi danni – non solo estetici, ma spesso anche oggettivi, con sanitari otturati o rotti – aumenta esponenzialmente con il crescere del numero degli utenti. E’ matematico: più sono gli utilizzatori, maggiore è il disordine. Un asciugamani elettrico risolve in grandissima parte questo pericolo: niente cartacce sul pavimento, niente disordine, massima efficienza.

Più tempo per occuparsi d’altro

Chi deve occuparsi anche della gestione dei bagni, sa quanto tempo ci vuole non solo per organizzare i turni di pulizia, ma anche per controllare che tutto sia a posto. A cominciare dall’eventuale riassortimento della carta negli appositi dispenser. Carta che va aggiunta di frequente e soprattutto ordinata periodicamente. Con un asciugamani elettrico questi compiti saranno solo un ricordo: una volta effettuato l’investimento iniziale per acquistarlo, non ci sarà bisogno di ulteriori operazioni.

Quando efficienza fa rima con design

Un’obiezione che spesso si sente muovere ai produttori di asciugamani elettrici è che questi siano lenti: ovvero, che sia più veloce asciugarsi le mani con metodi tradizionali rispetto all’aria. Oggi di sicuro non è più così: gli asciugamani elettrici di ultima generazione hanno tempi di asciugatura di pochi secondi. Ad esempio, il modello Dualflow Plus di Mediclinics garantisce un’asciugatura perfetta in soli 15 secondi, grazie alla radicale asportazione delle particelle d’acqua. Questo prodotto si caratterizza per 4 lame d’aria, inserimento verticale delle mani, asciugatura superveloce e getto d’aria superpotente a 400 km/h. E, nonostante queste performance eccezionali, il risparmio energetico rimane notevolissimo e rende i costi reali di asciugatura veramente irrisori. Ma c’è di più. Questi prodotti così moderni hanno anche un design particolarmente ricercato – oltre che silenziosissimo e antimanomissione – che li rende adatti pure ai contesti più esclusivi. Non solo: il filtro EPA che elimina il 99% dei batteri ed il biocote che riveste la cover evitano il proliferare di cattivi odori o muffe e garantiscono la massima igiene. Per gli utenti si tratta di una tutela importante: la sicurezza di accedere ad ambienti igienicamente sani.

La casa Feng Shui: l’arredo giusto per la casa “giusta”

Sempre più spesso si sente parlare di Feng Shui, l’antichissima arte cinese che insegna a progettare le abitazioni e a disporre gli arredi nel segno della massima armonia. La definizione Feng Shui significa letteralmente “acqua e vento”, ispirandosi quindi ai due elementi che plasmano e modellano ogni cosa sulla Terra, l’equivalente dello Yin e Yang. Applicata all’architettura, questa disciplina – che in diversi paesi orientali regola addirittura i cantieri – dovrebbe assicurare alle persone il massimo livello di benessere, serenità e salute. Anche se oggi non è sempre facilissimo organizzare i propri spazi abitativi in base a tali dettami, ci sono però ampi margini di azione per quanto concerne la disposizione degli arredi.

Mobili di qualità e in materiali naturali

Innanzitutto, il Feng Shui vuole che gli arredi siano di materiali di qualità e possibilmente naturali, come il legno, i metalli, i tessuti non sintetici. Per avere un’idea di cosa offre il mercato ci si può rivolgere a rivenditori riconosciuti, come Pedrazzini Arreda, che nel proprio store Veneta Cucina a Milano ha anche una vasta scelta di arredi e complementi in sintonia con le regole orientali. Ancora, il Feng Shui pretende l’ordine in casa: la confusione, l’eccesso di oggetti superflui blocca il corretto fluire dell’energia, a discapito del benessere degli abitanti.

La camera da letto per il sonno perfetto

La prima regola del Feng Shui è che la camera da letto sia lontana dall’ingresso, per creare uno spazio di quiete e pace. Per quanto riguarda la disposizione del letto, pediera e testiera non dovrebbero essere rivolte verso la porta. I colori che assicurano il miglior riposo sono il blu e il verde, mentre gli specchi potrebbero ostacolare un sonno ristoratore. La camera dei bambini andrebbe invece tinteggiata in colori neutri.

Il soggiorno armonico

L’ingresso e il salotto dovrebbero essere tinteggiati in colori naturali e solari, come il rosa, il giallo, l’arancione, il rosso, che favoriscono la convivialità. Nel soggiorno, che il Feng Shui vorrebbe di forma regolare meglio se quadrata, è importantissima la posizione del divano. Lontano da porte e finestre, va posizionato lungo il muro, in modo che chi si siede abbia le spalle protette. Per quanto riguarda invece la scelta del tavolo da pranzo, l’ideale è un modello dagli spigoli arrotondati e in legno naturale.

La cucina, regno dell’ordine

Siccome nel Feng Shui le energie devono poter fluire liberamente, è importante che chi cucina non dia le spalle alla porta. I fornelli, così come tutto l’ambiente, vanno tenuti in ordine con estrema cura: la preparazione dei cibi, fondamentali per il benessere, è importantissima nella tradizione orientale. Un’altra indicazione significativa è che il forno dovrebbe essere posizionato lontano da frigorifero e lavello. Un colore da prediligere? Il verde, magari abbinato al bianco.

Il bagno, come lo vuoi

Per questo ambiente ci si può sbizzarrire di più e le regole sono meno strette. L’unico divieto da rispettare è quello di posizionare questo locale vicino alla cucina. Il Feng Shui consiglia sanitari bianchi, mentre per piastrelle e pareti via libera alla fantasia. Un’accortezza è quella di limitare l’uso del colore nero, che assorbe la luce e quindi l’energia positiva.

Agenzie SEO: consigli

Che gran parte delle attività di marketing si siano spostate sull’online, crediamo sia ormai un dato di fatto: che si tratti di prodotti o servizi, l’utente cerca una risposta alle proprie esigenze sempre più sul web e sempre meno sui canali tradizionali (ma fino a quando potremo definirli tali?). Ma, sopratutto nel nostro Paese, rimane sempre un problema: se per realizzare una brochure mi rivolgo ad uno studio grafico, se per diffondere un volantino ad un’agenzia di pubblicità o ad una radio per inviare un messaggio radiofonico, cosa faccio per emergere nella giungle del web? A chi mi rivolgo?

Verrebbe da rispondere a Google… Ma in realtà il pay per click, che consiste in tutta una serie di attività per le quali ad un determinato costo corrisponde un click sul proprio sito web, non è l’unica strada percorribile, come ci spiega Websenior, apprezzata agenzia SEO nata circa 3 anni fa in provincia di Monza. Google AdWords è uno strumento di promozione estremamente potente, in grado di amplificare in tempi brevissimi i risultati ottenibili dalla propria visibilità sul web. Tuttavia, come in ogni attività di promozione online, ha dei pro e dei contro: in particolare, se da un lato garantisce una buona intercettazione delle ricerche degli utenti entro poche ore dalla pubblicazione di una campagna, dall’altro non consente di investire sul proprio brand e, sopratutto, di pianificare al meglio il proprio budget. Essere ai primi posti nella ricerca a pagamento, infatti, non è come esserlo nei risultati organici che, al contrario, consentono di trasmettere autorevolezza ed importanza in relazione all’argomento cercato dall’utente finale. Per quanto concerne il budget, il CPC (costo per click) è un parametro difficilmente controllabile per via della forte concorrenza che, negli ultimi anni, ha portato ad una moltiplicazione continua di tale costo. Basti pensare che oggi se Websenior volesse promuovere la propria attività intercettando gli utenti che cercano la parola “agenzia seo“, finirebbe con lo spendere oltre 6 euro per ogni click ricevuto…

Infine, spesso le campagne AdWords richiedono di promuovere un tangibile incentivo economico per l’utente, sempre più attratto da messaggi che catturino l’attenzione con “offerte imperdibili” o “servizi gratuiti”, e questo è un altro elemento da considerare. E’ chiaro che anche in attività differenti, come il performance marketing o la SEO vanno considerati questi fattori, tuttavia è dimostrato come questi canali riescano ad indirizzare, tendenzialmente, utenti più interessati e con comportamenti migliori sulle pagine del sito: bounce rate e conversion rate sono quasi sempre significativamente più elevati dal canale organico che non da quello a pagamento, e questo anche per un fatto storico.

Insomma, investire nel PPC o nella SEO? Ne parleremo ancora…

La Prima Colazione degli Italiani

Parliamo di caffè… Secondo gli esperti, uno dei momenti più importanti della giornata è quello della prima colazione. È qui infatti, che si decide buona parte della nostra capacità di lavorare con profitto nell’intero arco del giorno, ed è per questo consigliato di dedicare ogni mattina il tempo necessario a questo pasto così importante. Ciò a cui gli italiani non sono disposti a rinunciare, oltre ad un immancabile brioche dolce o salata, è un buonissimo caffè caldo: il caffè è intoccabile non soltanto perché apporta un importante contributo in termini di energia, ma anche e soprattutto perché ha una piacevole capacità di rilassare e sollevare chi lo beve, consentendo così di iniziare la giornata con il piede giusto e fornendo quella dose di energia in più che sarà indispensabile per affrontare con la giusta grinta gli impegni quotidiani. Difficilmente infatti, noi italiani rinunciamo al piccolo piacere del caffè mattutino, e per questo siamo particolarmente esigenti per quel che riguarda l’aroma, il gusto e le sensazioni che il palato ne riceve.

Da diversi anni Cialdamia, attraverso il proprio sito e-commerce, vende cialde delle migliori marche, proponendosi sul mercato con offerte esclusive e particolari proposte bundle dove il cliente ha la possibilità di comporre il proprio “pacchetto” di cialde variando tra i diversi sistemi disponibili, per una fornitura che accontenti anche familiari ed amici. Tra le diverse proposte, le cialde Lavazza a Modo Mio mettono tutti d’accordo e consentono agli habitué della tazzina mattutina di poter scegliere tra tantissime miscele differenti, classiche o più ricercate, tutte in grado di regalare quella piacevole sensazione che si prova quando si beve un caffè di ottima qualità. Aroma intenso e leggera schiuma dal colore nocciola proprio come al bar: questo è ciò che differenzia le ottime cialde Lavazza rendendole di fatto le più apprezzate e ricercate dagli italiani. Grazie all’ottima chiusura ermetica poi, la freschezza e l’integrità della miscela sono sempre garantite, in qualsiasi momento si decida di utilizzarle, e basterà un semplice tocco della mano per avere ogni volta quel buonissimo caffè anche in casa.

Cosa aspetti allora? Regalati anche tu una parentesi di piacere quotidiano grazie alle cialde Lavazza a Modo Mio.

Europa, in calo le immatricolazioni di auto

L’onda lunga della pandemia, unitamente alla difficoltà di reperire i semiconduttori necessari alla produzione si sta riflettendo anche sul mercato automobilistico, tanti che nei paesi dell’Unione Europea le vendite di veicoli sono in calo. E la tendenza dura da tutto l’anno, come rivelano i dati l’Acea, l’associazione delle case automobilistiche europee. La fotografia del settore automotive non è rosea:, nell’Unione Europea le immatricolazioni complessive  di autovetture a dicembre sono diminuite del 22,8% a 795.295 unità. SI tratta di un calo che dura da sei mesi consecutivi. 

Cali in tutti i principali mercati di riferimento

La flessione del settore dell’auto non risparmia sostanzialmente nessun paese europeo. Da quanto riporta l’analisi di Acea, quasi tutti i mercati di riferimento hanno registrato flessioni a doppia cifra, compresi i quattro principali: Italia (-27,5%), Germania (-26,9%), Spagna (-18,7%) e Francia (-15,1%). Registrano invece dati in controtendenza solo Bulgaria, Croazia, Lettonia e Slovenia.

Vendite di auto diminuite del 2,7%

In totale, riporta ancora la nota ripresa da Askanews, nel 2021, le vendite di auto nell’Ue sono diminuite del 2,4% a 9,7 milioni di unità, peggiorando il record negativo del 2020 causato dalla pandemia. A pesare, spiega l’Acea, è stata la carenza di semiconduttori che ha avuto un impatto negativo sulla produzione durante tutto l’anno, ma soprattutto durante la seconda metà del 2021. In termini di volumi, lo scorso anno sono mancate all’appello 3,3 milioni di immatricolazioni rispetto ai livelli pre-crisi del 2019.

In UE fa meglio il mercato italiano

Guardando ai 12 mesi del 2021, analizzando i quattro principali mercati dell’Ue, solo la Germania ha registrato un calo (-10,1%) nell’anno passato. Al contrario, l’Italia ha registrato l’aumento più alto (+5,5%), seguita da Spagna (+1,0%) e Francia ( +0,5%). Ma quali sono le marche di automobili preferite dai compratori dell’Unione Europea? Al primo posto di questa classifica delle case auto si piazza Volkswagen, che nel 2021 raggiunge una quota di mercato del 25,1% e 2,43 milioni di auto vendute (-4,8%). Dopo la tedesca, si collocano Stellantis al 21,9% con 2,12 milioni di auto vendute (-2,1%) e Renault al 10,6% con un milione di auto vendute (-10,2%). Percentuali tutte in positivo per la questa classifica, Hyundai, che grazie a una forte crescita guadagna una quota di mercato dell’8,5% con 828mila auto vendute (+18,4%). Non resta che aspettare per vedere come proseguirà il 2022 e se gli europei si rimetteranno al volante.

Compravendite e mutui: le convenzioni notarili nel I e II trimestre 2021

Nei primi due trimestri del 2020 il numero delle compravendite ha subito un calo consistente per le conseguenze socio-economiche della crisi pandemica. Al contrario, i primi due trimestri del 2021 registrano un forte aumento tendenziale. In particolare, nel primo trimestre 2021 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari crescono del +6,1% rispetto al IV trimestre 2020 e del +36,7% su base annua, e ammontano a 214.804. Nel secondo trimestre sono 263.651: +5,1% rispetto al trimestre precedente e +76,0% su base annua. Inoltre, nel secondo trimestre il settore abitativo segna variazioni congiunturali positive in tutte le aree geografiche del Paese: Nord-Ovest e Isole +5,6%, Centro +5,0%, Nord-Est +4,5%, e Sud +4,1%.
Stesso andamento per il settore economico, con il Sud +9,0%, il Centro +8,7%, il Nord-Est +8,5%, il Nord-Ovest +6,0%, e le Isole +2,2%.

Il 94,7% delle convenzioni riguarda trasferimenti di proprietà di abitazioni

Il 94,7% delle convenzioni stipulate dai notai nel secondo trimestre 2021 (249.587) riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo, il 5,0% quelle a uso economico (13.144), e lo 0,3% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (920). Rispetto al secondo trimestre 2020, le transazioni immobiliari aumentano del 75,4% nel comparto abitativo, e dell’87,7% in quello economico, accelerando la crescita su base annua già evidenziata nel primo trimestre, rispettivamente +37,2% e +29,3%.

Crescita tendenziale del comparto abitativo

Per il comparto abitativo la crescita tendenziale osservata nel secondo trimestre interessa tutto il Paese: Isole +94,1%, Sud +87,8%, Nord-ovest +78,2%, Centro +72,0% e Nord-Est +60,9%, nei piccoli e grandi centri (rispettivamente, +82,9% e +66,7%). Una crescita tendenziale in tutte le aree del Paese si osserva anche per il comparto economico (Isole +128,2%, Nord-Ovest +94,2%, Sud +85,6%, Centro +82,3%, e Nord-Est +73,1%), sia nei piccoli centri (+89,1%) sia nelle grandi città (+85,8%).

Mutui, finanziamenti e altre obbligazioni

Nel secondo trimestre 2021 le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono 122.389, e aumentano del 2,8% rispetto al primo trimestre e del 45,2% su base annua. Prosegue così l’incremento congiunturale e si accentua quello tendenziale già osservato nel primo trimestre 2021 (+23,0% rispetto al primo trimestre 2020). La crescita interessa tutto il Paese sia su base congiunturale (Isole +5,9%, Nord-Ovest +2,8%, Nord-Est +2,6, Centro +2,5%, Sud +2,2%) sia su base annua (Isole +57,7% Sud 51,2% Nord-Ovest +48,1% Centro +41,9% Nord-Est +38,4%). E nei piccoli centri come nei grandi, dove l’aumento è rispettivamente del +48,3% e del +41,6%.

Tutti i bonus per fare bella la casa, anche nel 2022

Scaduto il 2021, cosa ne è stato dei tantissimi bonus destinati al restyling degli edifici e delle case, tanto apprezzati dagli italiani a partire dal convenientissimo superbonus? La legge di Bilancio valida per i nuovo anno ha in gran parte confermato quello che valeva uno al 31 dicembre 2021, anche se ci sono delle piccole novità. Vediamo nel dettaglio tutte le misure messe in campo con il preciso scopo di ridare slancio al comparto dell’edilizia e dell’efficientamento degli immobili.

Superbonus 110%, esteso ancora ma…

Il credito d’imposta al 110% (il famoso superbonus) rimane anche nell’anno nuovo, e soprattutto è stato cancellato il tetto Isee di 25.000 euro per le ville unifamiliari, a condizione che alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo). Le proroghe si applicano anche per la realizzazione degli interventi trainati. In generale il superbonus prevede delle scadenze differenziate in base al soggetto beneficiario. Per dare maggiore stabilità e certezza ai proprietari di abitazioni che decidono di cimentarsi nei lavori di restyling, precisa una nota di Adnkronos, viene introdotta la proroga di 3 anni (2022, 2023 e 2024) per poter usufruire delle detrazioni fiscali spettanti per le spese sostenute per interventi di efficienza energetica, di ristrutturazione edilizia, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. In alternativa sarà possibile cedere il credito d’imposta a banche e intermediari finanziari oppure per ottenere lo sconto in fattura. Per i mobili l’importo massimo detraibile nel 2022 è fissato in 10.000 euro, mentre scende a 5.000 euro per gli anni 2023 e 2024.
Ancora in merito al superbonus, per i condomini e le persone fisiche viene prevista una proroga al 2025 con una progressiva diminuzione della percentuale di detrazione (dal 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 fino al 65% per quelle sostenute nell’anno 2025). Si proroga la possibilità di avvalersi della misura per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa (fino al 30 giugno 2023). Per gli stessi soggetti, qualora siano stati effettuati lavori (al 30 giugno 2023) per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 (analogamente a quanto già previsto per gli Iacp).

Sistemazione delle aree verdi e bonus facciate

Cè la proroga al 2024 per l’agevolazione fiscale per la sistemazione ‘a verde’ di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo. La detrazione dall’imposta lorda è del 36% della spesa sostenuta, nel limite di spesa di 5.000 euro annui e pertanto entro la somma massima detraibile di 1.800 euro. Il bonus facciate, destinato al recupero o restauro della facciata esterna di specifiche categorie di edifici, viene esteso fino al 2022 (riducendo dal 90% al 60% lo sconto). Bonus anche per gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche, e si introduce un credito d’imposta per l’installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili.

Universo e-commerce, un mosaico di piattaforme e opportunità 

Il panorama dell’e-commerce si sta trasformando a una velocità senza precedenti e risulta più frammentato che mai, con una varietà sempre più ampia di opzioni di acquisto. Secondo la ricerca NielsenIQ, prima del Covid le vendite medie settimanali e-commerce di largo consumo ammontavano a circa 11 milioni di euro, mentre nel 2021 questo valore si attesta a 34 milioni di euro. E in Italia in due anni gli acquisti online hanno quasi triplicato la quota di mercato, passando dallo 0,9% nel 2019 al 2,6% nel 2021. La rivoluzione online nel largo consumo, che prima si aggirava a una quota dell’1-2%, sta diventando sempre più importante in categorie come cibo e bevande, cura della casa e prodotti di bellezza.  Inoltre, per rispondere alle esigenze degli acquirenti, i retailer fisici hanno ampliato la propria impronta e-commerce, offrendo varie opzioni ai clienti, dal click-and-collect al ritiro tramite drive-thru alla consegna a domicilio.

Le vendite online superano quelle fisiche

La concorrenza è in forte espansione: i generalisti, come Amazon e Ocado, e gli specialisti di categoria, come Zooplus, agiscono come attori puri, mentre i brand lavorano spesso in modo indipendente con l’on-demand, il direct-to-consumer (B2C), i marketplace online, le piattaforme social e altro. Questo perché le vendite online stanno rapidamente superando quelle fisiche in paesi come il Regno Unito, l’Italia, la Spagna e i Paesi Bassi, rendendo necessario per i player del largo consumo analizzare attentamente i trend emergenti, i nuovi modi di fare acquisti e i nuovi competitor.
Ogni produttore, retailer e brand, deve comprendere in che modo capitalizzare le opportunità di vendita in continua evoluzione e sempre più complesse.

Come prosperare in un mercato frammentato e competitivo  

Gli attori più piccoli e più maturi dovrebbero seguire alcuni consigli se vogliono sopravvivere e prosperare in un mercato frammentato e altamente competitivo. Innanzitutto, utilizzare i dati più accurati e integrati per misurare e prevedere le opportunità future. Poi, osservare il quadro completo per individuare le migliori opportunità online, identificare i concorrenti emergenti e le potenziali acquisizioni. Terzo consiglio, identificare quale canale offre il maggior potenziale per i propri prodotti, attuali e futuri. Anche se non esiste un approccio unico all’interno dell’e-commerce, i produttori dovrebbero identificare quali piattaforme sono più promettenti per la loro categoria o dimensione. 

L’ottimizzazione del marketing online tra le piattaforme

Una volta posizionati sugli scaffali digitali, i brand dovranno stabilire le priorità e attivare le promozioni in modo intelligente per fare la differenza in quanto brand.  Mentre il panorama dell’e-commerce continua a evolversi a una velocità mai vista prima, una cosa è certa: il canale offre un enorme potenziale di crescita per i retailer, e i produttori disposti a comprendere gli sviluppi del mercato saranno in grado di individuare le opportunità future e riusciranno a trovare le formule giuste per il successo.  

Offerte di lavoro: quasi 10mila in turismo, ristorazione, gdo e retail

Ripresa, crescita e consumi: queste le speranze che danno il via alla stagione che prevede l’impennata di acquisti per le festività natalizie, weekend e vacanze fra le nevi in hotel o resort, e i ritrovi con amici e parenti. In questo scenario ancora incerto, con l’uscita dalla pandemia ancora lontana, ma allo stesso tempo con una previsione di minori restrizioni rispetto allo scorso anno, il mercato del lavoro sembra ottimista. Turismo e ristorazione infatti esplodono, con il 133% in più di offerte di lavoro sullo stesso periodo del 2020. Un dato che conferma la ripartenza del settore evidenziata già tra aprile e giugno 2021, con il +97% sul 2020. Ma anche commercio, gdo e retail sono in crescita, con il 2,4% in più di offerte. Si tratta di alcune evidenze emerse dall’osservatorio InfoJobs professioni invernali per la ricerca di lavoro online.

Cercasi addetti alle pulizie e alla ristorazione

Nel periodo ottobre-novembre 2021 le offerte presenti sulla job board nei settori turismo e ristorazione e commercio, gdo e retail, tradizionalmente impattati dalla stagione invernale, si attestano infatti su quasi 10.000. Analizzando le offerte presenti sulla piattaforma, InfoJobs ha classificato le professioni più cercate nei due settori di riferimento. Al primo posto, in turismo e ristorazione, sono gli addetti alle pulizie, dal 2020 figure sempre più importanti in seguito alle nuove disposizioni di sanificazione da attuare nelle strutture turistiche e nella ristorazione. Al secondo posto, gli addetti alla ristorazione, seguiti da altre figure più specializzate e sicuramente chiave in questa stagione dell’anno: cameriere, barista e cuoco. Questi ruoli prevedono non solo competenze ed esperienze specifiche, ma anche la disponibilità a spostarsi, per il periodo dell’incarico, in Italia o all’estero.

Le posizioni più richieste da gdo e retail

In pole position per commercio gdo e retail si piazza la professione di addetto alle vendite, posizione ricercata in diverse categorie merceologiche, dal giocattolo a bellezza, moda e accessori, gioielleria e molto altro. Stessa situazione per la figura di Promoter, che occupa la seconda posizione, mentre al terzo posto ci sono gli store manager, responsabili della gestione di negozi o corner di grandi magazzini, fondamentali per gestire al meglio la stagione più importante dell’anno. Al quarto posto invece il macellaio, figura immancabile nei reparti gastronomia presi d’assalto a dicembre, per finire con addetti magazzino e scaffalisti in quinta posizione, impiegati per garantire rifornimento e gestire lo stock.

Quasi 6500 offerte attive

Nonostante la stagione sia già iniziata nella gdo, riporta Adnkronos, attualmente ci sono quasi 6500 offerte attive, ma è possibile trovare diverse posizioni la cui ricerca è ancora aperta, come il facchino in hotel di lusso a Milano, con esperienza pregressa e conoscenza dell’inglese, gli immancabili animatori turistici per villaggi in Italia e all’estero, la beauty consultant per beauty corner a Roma, ma anche addetti al confezionamento pacchetti, personale per un parco tematico nel veronese, e perfino un ausiliario della sosta in Val d’Aosta.

No Food: 10 tendenze e nuovi fenomeni di consumo

La pandemia sta cambiando anche il No Food. A cominciare dal carrello della spesa: la minor vita sociale ha tagliato infatti molte esigenze degli italiani, facendo diminuire la spesa per prodotti come rossetti, sneaker e ferri da stiro. Di contro, la maggior vita domestica ha spronato l’acquisto di altri prodotti, come tagliacapelli, macchine per il caffè e barbecue. L’home working, inoltre, ha imposto nuove esigenze, che hanno attutito il calo storico di comparti come cancelleria e tessile casa. L’Osservatorio Non Food 2021 di GS1 Italy ha stilato il decalogo delle tendenze e dei fenomeni di consumo per il settore No Food. Si tratta di trend che a volte non rimangono confinati all’interno di un singolo comparto, rappresentando tendenze di fondo comuni. Che impattano, in modalità diverse, tutto il mondo del largo consumo non alimentare.

Edutainment, commercio urbano centrale, luxury shopping

In cinque anni l’edutainment è passato dal 3,2% al 4,9% di incidenza sul totale dei consumi Non Food in Italia, e oltre la metà delle vendite è realizzata online. Ma il commercio urbano centrale resta ancora il più rilevante tra le sei tipologie di agglomerazioni commerciali classificate dall’Osservatorio. Con la pandemia ha visto infatti la riscoperta da parte degli italiani, e non solo per ragioni di comodità, ma anche perché ha saputo rispondere in modo più efficace alle nuove esigenze. Il ritorno all’essenzialità e la riduzione degli acquisti voluttuari hanno poi penalizzato i beni di lusso. Ma sul luxury shopping ha avuto un impatto negativo anche il crollo del turismo straniero.

Centri commerciali, e-commerce, distribuzione alternativa

D’altronde, le misure sanitarie hanno penalizzato anche i centri commerciali e accelerato il loro processo di cambiamento. Nel post Covid-19 sarà quindi ancora più importante riposizionarsi come luoghi di ristoro ed entertainment, e non solo di shopping. Le limitazioni agli spostamenti e i timori sanitari hanno poi spinto l’e-commerce: le vendite online hanno guadagnato quota e valore in tutti i comparti del Non Food, con performance di spicco nell’elettronica di consumo e nei piccoli elettrodomestici, dove il web è diventato il primo canale di vendita. Accelera poi la crescita delle forme di distribuzione alternativa, come le vendite a domicilio o per corrispondenza, e quelle realizzate nei distributori automatici e nelle cosiddette ‘tabelle speciali’ (tabaccherie, stazioni di carburanti e farmacie).

Negozi specializzati, piccoli centri urbani, e blogger

Negozi di ottica e computer shop, mobilifici e ferramenta, garden center e autofficine sono invece alcuni negozi specializzati che stanno dimostrando di saper resistere all’evoluzione dei consumi non alimentari. E se uffici chiusi e lavoro da casa hanno penalizzato le attività commerciali nei business district, il permanere dello smart working potrebbe portare alla rivitalizzazione stabile dei centri di minori dimensioni. Ma se 88 italiani over 14 su 100 sono internauti, e amano soprattutto i social, si tratta di un trend che i retailer del Non Food hanno ben intercettato.  Emblematici sono i casi dell’ottica e dei libri non scolastici, dove l’aumento delle vendite online è stato sostenuto da influencer e blogger.

Come confrontare le tariffe luce e gas del mercato libero

Nel corso del 2023 il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero diventerà obbligatorio, ma già da qualche tempo c’è la possibilità di cambiare, e magari ridurre i costi delle bollette per la fornitura del gas e dell’energia elettrica. Spesso le tariffe di luce e gas nel mercato libero si rivelano infatti più vantaggiose e convenienti dal punto di vista economico, anche in rapporto alle diverse abitudini di consumo degli utenti. Molti italiani sono infatti già passati al mercato libero per le forniture delle utenze domestiche di luce e gas, proprio perché l’esigenza fondamentale è quella di risparmiare il più possibile. Ma come confrontare le tariffe per poter scegliere quella più conveniente? 

Più del 57% degli italiani passa al mercato libero per l’energia elettrica

Su Convengo.it, il sistema di comparazione delle tariffe di luce, gas, e internet, è possibile confrontare le offerte per l’energia elettrica e per il gas, in modo da scoprire quali sono le tariffe più convenienti, e quindi di evitare che i costi incidano in maniera troppo elevata sul bilancio familiare. Sicuramente il mercato libero rappresenta un’opportunità da non sottovalutare. In base ai dati diffusi da ARERA, più del 57% delle famiglie italiane ha effettuato il passaggio al mercato libero per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica. Per il gas naturale i dati sono ancora più significativi, perché la percentuale di coloro che hanno deciso di passare al mercato libero è più del 60%.

Quasi 5.000 tariffe fra cui scegliere

I dati messi a punto da ARERA indicano anche un’altra tendenza, ovvero la possibilità di cambiare fornitore all’interno dello stesso mercato libero ricercando le tariffe più convenienti. Ma quanto sono più convenienti le tariffe del mercato libero rispetto a quelle del mercato tutelato? L’Autorità per l’energia rivela che sul mercato libero sono a disposizione circa 5.000 tariffe, ma soltanto il 4,7% delle offerte di luce è concretamente più conveniente rispetto al mercato tutelato. Per quanto riguarda la convenienza delle offerte del gas, la percentuale sale al 9,8%. Quindi come mai molte famiglie italiane hanno deciso di passare al mercato libero?

Individuare le soluzioni più convenienti

I fattori che spiegano la decisione di passare la mercato libero riguardano la possibilità di affidarsi a un confronto tra le offerte tramite i comparatori online, come quello offerto da Convengo.it. Questi servizi si rivelano molto utili, perché rispondono all’obiettivo di individuare le soluzioni più convenienti che è possibile trovare sul mercato. Perché il controllo risulti più preciso bisogna conoscere le proprie abitudini di consumo e occorre essere consapevoli del consumo annuo della propria fornitura. Questo dato può essere ricavato consultando la sezione sulla bolletta relativa ai consumi. Soltanto effettuando una corretta comparazione si può effettivamente riuscire a comprendere quanto si può risparmiare, decidendo di cambiare fornitore, ed eventualmente passando al mercato libero.

Agroalimentare, bilancio positivo e capacità di fare sistema


Il primo appuntamento con gli Stati Generali sul mondo del lavoro di Agrifood evidenzia i buoni risultati del settore agroalimentare italiano, anche grazie alla spinta di oltre 55.000 nuove aziende guidate da under 35, caratterizzate dalla propensione all’innovazione. Ma a emergere è anche la capacità del settore di fare sistema, nel rispetto delle differenze e delle tipicità. Altrettanto chiare e condivise però le criticità, come costo del lavoro, burocrazia per l’impiego, e assenza di manodopera.
Non ultima area di rischio, la tendenza comunitaria all’omologazione, direzione opposta rispetto alle tipicità che fanno dell’agroalimentare italiano un’eccellenza mondiale. L’auspicio comune è quello di ottenere, nell’ambito della distribuzione dei fondi previsti dall’Europa e dal PNRR, la giusta attenzione al settore, soprattutto nella direzione della sostenibilità e della digitalizzazione.

La capacità di interconnettere le filiere
“Forse per qualcuno è inatteso, ma lo scenario dell’agroalimentare italiano è molto positivo: i fondamentali sono robusti, pur nella vasta articolazione di modelli, competenze e specializzazioni che costituiscono la nostra ricchezza – spiega Lucio Fumagalli, presidente INSOR Istituto Nazionale di Sociologia Rurale -. Qui l’Italia sa fare sistema: dalla cultura del seme fino agli aspetti distributivi o di packaging, il settore dimostra la capacità di interconnettere le filiere”. Quanto al contributo dei giovani imprenditori alla ‘demarginalizzazione’ culturale dell’agroalimentare, attraverso le competenze apprese negli studi e applicate nell’attività aziendale i giovani hanno dato nuova dignità a un settore che da contadino è diventato a pieno diritto imprenditoriale.

È nel lavoro il nodo da superare

Il settore agroalimentare ha continuato a lavorare durante i lockdown consentendo l’approvvigionamento, mantenendo i livelli occupazionali e utilizzando molto poco gli ammortizzatori sociali.
“Ma è comunque nel lavoro il nodo da superare – afferma Luca Brondelli, membro della giunta esecutiva di Confagricoltura -. Il costo del lavoro è troppo alto in termini economici e di fatica burocratica. I centri per l’impiego non funzionano, le regole sono sempre più complesse e macchinose, la stessa legge sul caporalato prevede sanzioni pesanti alla minima svista. Inoltre, la pandemia ha ridotto l’accesso di lavoratori stranieri e il reddito di cittadinanza ha tagliato le gambe all’offerta di manodopera italiana”.

Il problema dell’italian sounding
Secondo Fabiano Porcu, direttore Coldiretti Cuneo, “l’omologazione è il vero nemico delle nostre eccellenze che trovano origine proprio nelle tipicità. In rapporto alla Francia –  aggiunge Porcu – siamo a 1.500 tipologie di nostri vini contro 150 delle loro. Dobbiamo lavorare per la sostenibilità delle nostre eccellenze. Ma occorre anche un po’ di reciprocità. Se la produzione agroalimentare in Italia è sottoposta a regole stringenti, come è giusto che sia, così deve essere anche negli altri Paesi dell’Unione Europea. Altrimenti avremo tanti altri casi Prosek. L’italian sounding – sostiene Porcu – è uno dei problemi. Il nostro export vale 52 miliardi di euro a fronte di 100 miliardi in prodotti che sembrano/suonano italiani, ma non lo sono”.

Industria 4.0, la transizione digitale delle imprese manifatturiere

Le grandi imprese e le Pmi italiane del settore manifatturiero conoscono le opportunità offerte dal Piano Nazionale Transizione 4.0, ma auspicano che venga affiancato da altre forme di incentivo per accompagnare la crescita del mercato. Nei prossimi sei mesi le esigenze più sentite dalle aziende sono gli sgravi fiscali per abbassare il costo del lavoro (55%) e gli incentivi per l’assunzione di personale (41%), mentre per i prossimi due anni le aziende chiedono soprattutto il rilancio di forme di iper e super ammortamento su beni strumentali (48%), e nuovi incentivi diversi da quelli attualmente in vigore per investimenti in beni immateriali (39%). È quanto emerge dall’Osservatorio Transizione Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano

La diffusione dello smart working

Nel 2020 il 37% delle aziende ha introdotto forme di flessibilità nella gestione degli orari di lavoro, un altro 37% di mansioni e postazioni di lavoro, un quinto nella gestione dei turni, il 28% utilizza strumenti per tracciare le competenze, e il 17% lascia libera scelta fra lavoro in presenza o in remoto.
Sono state poi remotizzate il 40% delle attività di formazione, controllo e audit della qualità e monitoraggio degli impianti, e i benefici sono stati evidenti. Sono aumentate flessibilità (67%) e tempestività di risposta ai problemi (55%), è migliorata la soddisfazione dei lavoratori (60%) e il work-life balance (62%), anche se in alcuni casi sono cresciuti lo stress e il carico di lavoro (16%).

Il vantaggio competitivo della sostenibilità

Le imprese manifatturiere sono sempre più consapevoli del vantaggio competitivo offerto dall’impegno per la sostenibilità. Il 15% ha già terminato progetti di sostenibilità nell’ambito delle operations, circa un terzo ne ha attivati alcuni e solo il 3% non è interessato. Il 43% lo ha fatto per anticipare le tendenze del mercato e rispondere alle richieste dei clienti, oltre un terzo per costruire l’immagine di un marchio sostenibile. Le principali barriere all’impiego del digitale per migliorare la sostenibilità sono la mancanza di cultura aziendale (37%), la mancanza di indicatori che colleghino la performance di sostenibilità al valore di un’azienda (30%) e la difficoltà a comprendere quali siano i benefici attesi (29%). 

I servizi 4.0 valgono circa 275 milioni di euro

Nel 2020 i servizi 4.0 hanno raggiunto un valore di circa 275 milioni di euro (+8%), spinti soprattutto dalla consulenza operativa, mentre la consulenza strategica continua a trovare poco spazio. Due terzi delle imprese già oggi è abituato a utilizzare beni strumentali e software a fronte di un canone mensile o annuale, ma le opportunità offerte dalla connessione dei macchinari sono ancora poco sfruttate dalle aziende. Solo un quarto degli intervistati usa servizi informativi associati a un macchinario, o servizi di manutenzione preventiva basati sulle condizioni della macchina, meno di uno su dieci utilizza servizi per una migliore gestione energetica delle macchine, e meno del 5% ha sviluppato soluzioni di manutenzione predittiva.

Welfare aziendale, il 92% degli HR punta su sport e benessere psicofisico

Tra gli HR italiani cresce l’interesse per iniziative di welfare aziendale che promuovano lo sport e il benessere psicofisico. Il 92% dei responsabili risorse umane sono infatti convinti che sia utile alle aziende l’adozione di iniziative di questo tipo. Lo conferma un sondaggio di Urban Sports Club, realizzato nel mese di agosto 2021 su 262 tra HR manager, ceo e responsabili welfare di aziende italiane.
“Emerge un interesse crescente a inserire lo sport tra i benefit che le aziende offrono ai propri dipendenti – spiega Filippo Santoro, Managing Director di Urban Sports Club Italia -. Un benefit che si posiziona sempre di più come un must have piuttosto che un nice to have. In questo scenario la flessibilità e la possibilità di scegliere fra più strutture in base ai propri impegni e al luogo dove si lavora – aggiunge Santoro – è un elemento imprescindibile”.

Combattere lo stress e rafforzare lo spirito di squadra

Quali sono i principali benefici dell’attività sportiva in relazione al lavoro? Secondo gli intervistati, i benefici apportati dallo sport sono combattere lo stress (43%), migliorare le relazioni tra colleghi (20%), rafforzare lo spirito di squadra (20%), ma anche sviluppare l’engagement e tutto ciò che concerne il cosiddetto employer branding (15%). Per i manager, l’offerta di sport in ambito welfare deve però avere alcune caratteristiche essenziali, come la customizzazione e la semplicità gestionale.

Scongiurare l’effetto ‘Coppa Cobram’

La flessibilità e la possibilità di customizzazione, sia sul fronte della gestione aziendale sia sul fronte dei dipendenti, è infatti indicata come caratteristica principale dal 42% del campione. Questo, in modo che ognuno possa scegliere l’attività sportiva in base alla propria agenda, agli spostamenti e alle esigenze della vita privata e familiare. Un altro elemento fondamentale è la libertà di scelta (31%): è bene, per scongiurare l’effetto ‘Coppa Cobram’, che ognuno possa scegliere lo sport o l’attività che meglio si adatta alle proprie attitudini e alle proprie preferenze. Terzo elemento, la semplicità gestionale (18%): è importante che la persona a capo di un sistema di welfare in una media o grande organizzazione trovi un sistema facile da gestire.

Sport di squadra, yoga e pilates, ma anche corsa, bici e functional training

Ma quali sono secondo la ricerca di lrban Sports Club Le tipologie di sport più adatte a diventare strumento di welfare? Al primo posto gli intervistati, riferisce Italpress, indicano sport di squadra (40%), al secondo, attività di meditazione e relax, come yoga e pilates (34%), al terzo gli sport di endurance, come corsa lunga e bici (9%), e al quarto le attività brevi ad alta intensità, come, ad esempio, l’EMS e il functional training (5%).